Quanto costa un logo nel 2026?
In Italia un logo costa da poche decine di euro su un marketplace a 300–1.500 euro da un grafico freelance, fino a 1.500–5.000 euro da uno studio, quando il logo nasce dentro un progetto di identità di brand. A cambiare non è il disegno finale. Cambiano il lavoro di ricerca, le proposte, i file che ricevi e i diritti che ti vengono ceduti.
Come ordine di grandezza, non come listino (prezzi IVA esclusa):
| Cosa compri | Chi lo fa | Cosa include di solito | Fascia indicativa |
| Logo generato o da template | Generatori online, intelligenza artificiale, marketplace low cost | Un file, spesso solo un’immagine, nessuna ricerca | 0–100 € |
| Contest di design | Piattaforme come 99designs | Bozze di designer diversi; scegli la migliore e paghi il pacchetto | circa 290–1.300 € |
| Logo da grafico freelance | Freelance junior o senior | 1–3 proposte, revisioni, file vettoriali | 300–1.500 € |
| Logo dentro un progetto di identità | Studio o agenzia | Analisi, concept, logo, colori, caratteri, declinazioni, piccolo manuale d’uso | 1.500–5.000 € |
| Brand identity per aziende strutturate | Agenzie di branding | Strategia di marca, naming, sistema visivo completo, linee guida estese | da 5.000 € in su |
Il punto non è trovare il prezzo giusto. È capire cosa ti serve: un segno da mettere sul biglietto da visita, oppure un’identità che regga per anni su insegna, sito, social e packaging.
Perché un logo può costare 50 o 5.000 euro
Sotto la parola “logo” si vendono almeno tre cose diverse.
C’è un’immagine: qualcuno disegna (o genera) un simbolo e una scritta e ti manda il file. C’è un segno progettato: prima di disegnare si capisce chi sei, a chi ti rivolgi e contro chi ti confronti, poi si sceglie il segno che ti distingue. E c’è un sistema: logo, colori, caratteri e regole d’uso pensati per funzionare insieme su tutto quello che produci.
Il disegno è la parte che si vede. Quello che costa è il lavoro che viene prima: capire cosa deve comunicare il marchio, guardare i concorrenti, scartare le idee che somigliano già a qualcos’altro, verificare che il segno funzioni piccolo sullo schermo di uno smartphone e grande su un’insegna.
Succede lo stesso con i siti web: la parola è una, i lavori sono tanti. Se vuoi un metodo per confrontare due preventivi, lo trovi in quanto costa un sito web e come leggere un preventivo.
Cosa c’è dentro un progetto di logo: la prova delle ore
Un preventivo per un logo è tempo di lavoro. Per capire se un prezzo sta in piedi, prova a scomporlo in ore.
Esempio: logo per una piccola azienda, con 2–3 proposte, due giri di revisione e le declinazioni di base.
| Fase | Ore (indicative) |
| Brief e intervista | 2–3 |
| Analisi del settore e dei concorrenti | 3–5 |
| Ricerca, riferimenti e schizzi | 6–10 |
| Sviluppo di 2–3 proposte | 6–8 |
| Presentazione e revisioni | 3–5 |
| Declinazioni: versioni, colori, bianco e nero, pittogramma, favicon | 3–5 |
| File esecutivi e mini-manuale d’uso | 3–4 |
| Totale | 26–40 ore |
Fai una prova semplice: dividi il prezzo che ti hanno proposto per una tariffa oraria plausibile, per esempio 35–60 euro l’ora. Un logo da 1.200 euro a 40 euro l’ora vale 30 ore: torna. Un logo da 150 euro vale 3–4 ore: in quel tempo un logo si può disegnare, non progettare.
Poi chiedi tre cose: quante proposte ricevi, quanti giri di revisione sono inclusi, e cosa succede se nessuna proposta ti convince.
Cosa ti devono consegnare
Un logo non è un file. È un piccolo kit, che deve funzionare dal timbro all’insegna. Alla fine del lavoro dovresti avere:
- File vettoriali (AI, EPS, SVG o PDF vettoriale). Si ingrandiscono senza perdere qualità e li chiederanno tipografie, insegnisti, chi ricama le divise o stampa i gadget.
- PNG con sfondo trasparente e JPG per l’uso di tutti i giorni: sito, documenti, presentazioni, social.
- Le versioni del logo: principale, orizzontale, verticale, e un pittogramma o monogramma da usare da solo (foto profilo dei social, icona del sito).
- Positivo, negativo e una versione a un solo colore, per i fondi scuri, i timbri e le incisioni.
- La palette, con i codici per lo schermo (HEX, RGB) e per la stampa (CMYK, eventualmente Pantone).
- Il nome dei caratteri e la licenza per usarli: alcuni font sono gratuiti per uso personale, ma non per uso commerciale.
- Un piccolo manuale d’uso: spazio di rispetto intorno al logo, dimensione minima, usi da evitare.
Se ricevi solo un JPG, non hai comprato un logo: hai comprato un’immagine del logo. Al primo stampatore che ti chiede il vettoriale, dovrai pagare qualcuno per ridisegnarlo.
Di chi è il logo? Diritti, contratto e intelligenza artificiale
Pagare un logo non significa averne automaticamente tutti i diritti. Per la legge italiana sul diritto d’autore, la cessione dei diritti di utilizzazione economica di un’opera va provata per iscritto (articolo 110 della legge 633 del 1941). In pratica: se nel preventivo o nel contratto non c’è scritto niente, in caso di contestazione è più difficile dimostrare cosa ti è stato ceduto.
Nel preventivo o nel contratto fai scrivere tre cose:
- la cessione in esclusiva dei diritti di utilizzazione economica, per tutti gli usi, senza limiti di tempo e di territorio;
- la consegna dei file sorgente;
- che il progetto è originale e non usa elementi coperti da diritti di altri, come font, icone o immagini con licenze limitate.
Non siamo avvocati: se il marchio vale molto, o ci sono più soci coinvolti, fai controllare il contratto da un legale.
E se il logo lo fa l’intelligenza artificiale?
Dal 10 ottobre 2025 è in vigore la legge italiana sull’intelligenza artificiale (legge 132 del 2025). Tra le altre cose, ha modificato la legge sul diritto d’autore: sono protette le opere dell’ingegno umano, anche quando sono create con l’aiuto dell’AI, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell’autore.
Cosa significa per un logo:
- un logo generato interamente da un’AI, senza un contributo creativo umano, difficilmente è protetto dal diritto d’autore. La legge però non dice quanto contributo umano basti;
- i generatori possono produrre segni simili a marchi che esistono già, e te ne accorgi solo quando arriva una contestazione;
- quasi sempre consegnano un’immagine, non un file vettoriale con le sue versioni.
Usare l’AI per esplorare idee non è un problema. Consegnare al cliente un logo generato e ritoccato senza dirglielo, sì. Chiedi al grafico se usa l’AI, e in quale fase del lavoro.
Il costo che nessuno mette nel preventivo: registrare il marchio
Il logo e il marchio registrato sono due cose diverse. Il diritto d’autore protegge l’opera grafica. La registrazione protegge il segno che distingue la tua attività: è una tutela più forte, se il segno è distintivo e non si può confondere con marchi già registrati. Molti preventivi per un logo non ne parlano.
| Dove registri | Costi ufficiali (domanda online) |
| Italia (UIBM) | 101 € per la prima classe, 34 € per ogni classe in più, più l’imposta di bollo (42 €) |
| Unione europea (EUIPO) | 850 € per una classe, 50 € per la seconda, 150 € per ciascuna dalla terza in poi |
Le “classi” sono le categorie di prodotti e servizi per cui chiedi la protezione. Una piccola attività spesso ne usa una o due. In Italia e nell’Unione europea la registrazione dura 10 anni e si può rinnovare. Se ti fai seguire da un consulente in marchi, ai costi ufficiali aggiungi il suo onorario.
Un consiglio pratico: prima di approvare il logo, e ancora prima di scegliere il nome, controlla che non esistano marchi simili nel tuo settore. Una prima verifica gratuita si fa su TMview, la banca dati dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, che raccoglie anche i marchi italiani. Scoprire un conflitto dopo aver stampato insegna e packaging costa molto di più.
Logo o brand identity: cosa ti serve davvero?
Non tutti hanno bisogno di un’identità completa. Spesso si spende troppo per sistemi che nessuno userà, o troppo poco per un marchio che dovrà comparire ovunque.
Dipende da tre cose:
- Dove comparirà il marchio. Biglietto da visita, sito e social sono pochi punti di contatto. Insegna, packaging, mezzi, divise, stand in fiera e cataloghi sono un sistema da governare.
- Quante persone produrranno materiali. Se le grafiche le fanno in tanti (collaboratori, tipografia, agenzie diverse), servono regole scritte, altrimenti il marchio si sfalda in pochi mesi.
- Quanto conta l’aspetto nella scelta del cliente. Per un vino, un cosmetico o un ristorante l’immagine fa parte del prodotto. Per un consulente tecnico conta di più la chiarezza.
Un professionista che parte ha bisogno di un logo ben fatto, una palette, due caratteri e un biglietto da visita. Un’azienda con prodotti, fiere e packaging ha bisogno di un sistema. È il lavoro che facciamo nei nostri progetti di brand e comunicazione.
Se un logo ce l’hai già, non sempre serve rifarlo. Un restyling corregge leggibilità, proporzioni e versioni mancanti, senza buttare la riconoscibilità che hai costruito negli anni. Di solito costa meno di un progetto nuovo.
Un caso reale: Vinifera
Vinifera è il progetto dell’Enologa e Champagne Spécialiste Daniela Guiducci. Ci ha chiesto un logo che tenesse insieme molte cose: la competenza tecnica, la formazione scientifica e l’amore per il vino.
Per me è stato un vero piacere poterlo disegnare a mano: prima a matita su carta, poi ridisegnato in vettoriale, per renderlo nitido e utilizzabile ovunque.
Le onde ricordano le forme sinuose che lo champagne assume nel bicchiere, ma sono anche gli strati del terreno: dietro l’enologia c’è molta geologia, ed è una cosa che abbiamo appreso proprio dal dialogo con la cliente. Nella parte bassa compaiono i coccolitofori, alghe microscopiche i cui gusci calcarei, depositati in milioni di anni, hanno formato terreni come quelli della Champagne. Sono il richiamo all’anima scientifica e della dimensione microscopica del suo lavoro. Tutto è racchiuso nella sagoma di una coppa da champagne, che diventa, a sua volta, la V di Vinifera. Il verde, con le sue sfumature, lega il segno al territorio.
C’era tanto da tradurre in un’immagine sola. È stato bello vedere Daniela riconoscersi nel risultato: lei, la sua formazione e il suo lavoro. Poi abbiamo portato subito il logo sui materiali che i clienti toccano con mano: biglietti da visita e shopper.

Le variabili che spostano il prezzo
- Proposte e revisioni. Tre proposte e due giri di revisione costano più di una proposta “prendere o lasciare”.
- Caratteri e simboli disegnati da zero. Un lettering originale costa più di un nome scritto con un font esistente.
- Ricerca prima del disegno. Analisi del settore, dei concorrenti e del pubblico: è la parte che si vede meno e che fa la differenza.
- Declinazioni e applicazioni. Biglietti, carta intestata, insegna, packaging, profili social: ogni applicazione è lavoro in più.
- Manuale d’uso. Due pagine di regole essenziali o quaranta pagine di linee guida.
- Diritti e file sorgente. Un prezzo che non li include non è confrontabile con uno che li include.
- Urgenza. Comprimere settimane di lavoro in pochi giorni costa, e quasi sempre si vede.
Se il logo ti serve anche per i social, conviene sistemarlo prima di affidare la gestione dei profili: un’identità visiva chiara rende ogni contenuto più riconoscibile. Ne parliamo in quanto costa un social media manager. Per la grafica di tutti i giorni, qui trovi come lavoriamo.
Campanelli d’allarme in un preventivo per un logo
- Un prezzo senza numero di proposte né di revisioni.
- Nessuna domanda sulla tua attività prima di iniziare.
- “Logo pronto in 24 ore”.
- Nessuna parola su file vettoriali e file sorgente.
- Nessuna riga sui diritti.
- Caratteri o icone senza licenza per uso commerciale.
- Proposte che somigliano a quelle di un concorrente, o a un modello già visto.
Nessuno di questi punti rende un fornitore scorretto. Rende il preventivo difficile da confrontare, e quindi rischioso.
Domande frequenti
Quanto costa un logo da un grafico freelance?
Di solito tra 300 e 1.500 euro, a seconda dell’esperienza, del numero di proposte, delle revisioni e dei file consegnati. Sotto i 200 euro il tempo dedicato alla ricerca è quasi sempre minimo.
Quanto costa registrare un logo come marchio?
In Italia, con la domanda online all’UIBM, 101 euro per la prima classe e 34 euro per ogni classe in più, più l’imposta di bollo. Per un marchio valido in tutta l’Unione europea, all’EUIPO, 850 euro per una classe. Se ti affidi a un consulente, si aggiunge il suo onorario.
Quanto costa un restyling del logo?
Di solito meno di un logo nuovo, perché si parte da un segno esistente e se ne conserva la riconoscibilità. Un restyling profondo, che cambia simbolo e carattere, può però costare quanto un progetto da zero.
Posso farmi il logo con l’intelligenza artificiale?
Per esplorare idee sì. Come logo definitivo ci sono tre rischi: senza un contributo creativo umano difficilmente è protetto dal diritto d’autore, può somigliare a marchi esistenti, e di solito non hai i file vettoriali né le versioni che servono.
Quanto tempo serve per fare un logo?
Da 2 a 6 settimane per un progetto con ricerca, proposte e revisioni. Molto dipende da quanto velocemente arrivano le risposte e le approvazioni.
In sintesi
- Il prezzo di un logo dipende dal lavoro che c’è prima del disegno, non dal disegno.
- Verifica le ore: sotto un certo prezzo un logo si disegna, non si progetta.
- Pretendi i file vettoriali, le versioni e un piccolo manuale d’uso.
- Fai scrivere la cessione dei diritti e chiedi se viene usata l’AI.
- Metti in conto la registrazione del marchio, e verifica prima che non esistano marchi simili.
Prima di firmare, riesci a rispondere a queste 8 domande?
- Quante proposte e quanti giri di revisione sono inclusi?
- Cosa succede se nessuna proposta mi convince?
- Ricevo i file vettoriali e i file sorgente?
- Quali versioni del logo ricevo: orizzontale, verticale, pittogramma, bianco e nero?
- I caratteri hanno una licenza per uso commerciale?
- I diritti sono ceduti per iscritto, in esclusiva e senza limiti di tempo?
- Qualcuno ha verificato che non esistano marchi simili già registrati?
- Viene usata l’intelligenza artificiale, e in quale fase?
Non sai se ti basta un logo o ti serve un’identità completa?
Partiamo da come lavori, da chi sono i tuoi clienti e da dove userai il marchio. Ti diciamo con onestà se ti basta un logo ben fatto o se conviene costruire un sistema.